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I draghi non conoscono il paradiso
Caio Fernando Abreu
prezzo online
12.00 €
 
collana:
pagine:
anno:
formato:
ISBN:
traduzione:
quarup
176
2008
14x21 - Brossura filo refe
978-88-95166-06-3
Bruno Persico
 
Sinossi
I personaggi che popolano i tredici racconti che compongono I draghi non conoscono il paradiso, sono fatti della stessa materia di cui siamo fatti noi, e come noi stanno turbinosamente sospesi tra l’estasi e la disfatta.

Single occupati di giorno nelle attività del terziario avanzato e appollaiati di notte sopra megalopoli nei loro microappartamenti – tra libri, dischi e amori distanti – che restano incerti tra prepararsi un sushi o farla finita, disingannati e stanchi vacanzieri che si incontrano, e si sfiorano nei “loro bungalow a cinque stelle e antenna parabolica”, donne di quasi quarant’anni, con la loro “indissimulabile stanchezza”, che scoprono il sesso feroce nella notte del Venerdì Santo.
I personaggi che popolano i tredici racconti che compongono I draghi non conoscono il paradiso, sono fatti della stessa materia di cui siamo fatti noi, e come noi stanno turbinosamente sospesi tra l’estasi e la disfatta. Linda, Bella di notte, Scarpette rosse, L’altra voce, Senz’anna, blues, e tutti i draghi sono storie di nostri contemporanei, o meglio ancora di noi stessi, che parlano di noi e per noi, con tenerezza, lucidità e coraggio.
I sentimenti si dispiegano con la forza di un uragano, quella stessa forza che hanno nel mondo “reale”, e noi non possiamo non riconoscerci nella sete di affetto, di sesso, di successo, di vendetta o di semplice sopravvivenza a quell’universo che fa muovere, contorcere e danzare i protagonisti di questi racconti.
Caio Fernando Abreu ha vissuto, ed ha saputo raccontare come pochi e fino all'estremo la nostra condizione di uomini di questo presente, e con I draghi non conoscono il paradiso, la sua opera forse più stilisticamente compiuta, assembla le sue – e nostre – storie in un viaggio a tappe condotto con la precisione di un naturalista e il vaneggiamento di un dannato.
Per trovare sempre, “anche dentro l'oscurità, una specie di luce”.
La vita, semplicemente.
 
Caio Fernando Abreu
Nato il 12 settembre del 1948, CAIO FERNANDO ABREU è oggi riconosciuto come l’esponente più “internazionale” della novissima letteratura brasiliana, sia per il successo di critica e di pubblico riscosso dalle sue opere pubblicate in molti paesi d’Europa, sia per l’attualità e l’universalità della sua voce. Esordiente, ad appena diciotto anni col romanzo "Limite branco", proseguirà per tutta la vita la carriera di scrittore (scrivere, diceva, è "una cosa naturale, inevitabile, quasi un difetto di fabbricazione") parallelamente alla sua attività di giornalista. I suoi libri, raccolte di racconti, romanzi, intensissime cronache, sceneggiature cinematografiche e teatrali, ricevono ben presto premi e menzioni speciali nei concorsi letterari, fino alla consacrazione: nel 1985 "Triângulo das Águas" gli valse il prestigiosissimo Prêmio Jabuti, replicato tre anni dopo grazie a "I draghi non conoscono il paradiso".
Scopertosi portatore del virus dell’aids nel 1994 (malattia di cui è morto due anni più tardi), ha continuato fino agli ultimi giorni a trasmettere la testimonianza vividissima e rara del suo amore per la scrittura e per la vita.
Autore-culto in tutto il mondo, in vita e ancora di più oggi, a più di dieci anni dalla morte, è proposto con questo libro per la prima volta in versione integrale al pubblico italiano.
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