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13 crudeltà
Luc Lang
prezzo online
12.00 €
 
collana:
pagine:
anno:
formato:
ISBN:
traduzione:
quarup
112
2010
14x21
ISBN: 978.88.95166.10.0
Matteo Colombo
 
Sinossi
Storie in cui noi ci riconosciamo, noi visceralmente legati all’altro e bisognosi della sua scomparsa, inevitabilmente impegnati in una strategia di resistenza, spietati, esilaranti, fragili sanguinari goffi e impacciati come tutti gli esseri chiusi in una gabbia senza uscita.
Un quadro lancinante e verissimo della modernità che tenta di sopravvivere a se stessa

Juliette e suo marito Georges sapevano che la loro felicità "era per sempre". "O meglio, quasi", perché non si lascia mica per calcolo un locale sul Saint-Germain per seguire un pastore còrso impegnato in una faida in piena regola. Eppure succede, e a ragionarci è semplicemente ovvio: "to fall in love, dicono gli inglesi, che non è nemmeno innamorarsi, è proprio cadere nell’amore, come in prima linea, al fronte, in guerra, fulminati, quand’è davvero to fall in love". E allora ti capita di mollare tutto, per un "folle amore".
E poi Antoinette, con i "capelli di neve impeccabilmente pettinati", ha un cancro e vive da sola in una casa che nel giro di pochi mesi "le si è ristretta" addosso: "valigie, scatole, casse, cartoni, borse della sua ingolfata discendenza, la sua casa trasformata in un deposito di bagagli, lei stessa messa in giacenza, almeno fino allo sgombero finale".
C'è Alex Grosser, direttore cinquantacinquenne di una multinazionale, abbronzato sportivo spregiudicato e coniugato, sicuro che Lætitia, impiegata trentaseienne in prova, reduce da licenziamento&divorzio, non saprà resistergli: il suo contratto a tempo determinato sta per scadere…
E poi vicini di casa di estrazione troppo diversa e perennemente in guerra, candidati "solidi" a un posto di responsabilità per una multinazionale con relativo staff di esaminatori annoiati, muratori invalidi per cause di servizio da licenziare "con rammarico, rispetto e desolazione”: è la brutalità nascosta del quotidiano messa in scena da Luc Lang.
Sedici racconti in cui l'autore sfodera il suo ghigno sull’umanità e ne rivela l’essenza: il reciproco impulso distruttivo che prima o poi si genera in ogni relazione, perché è il male ciò che fa girare il mondo e paradossalmente lo preserva dalla dissoluzione, e il bene – se mai si intravede – è sempre e soltanto l'esterno, l'involucro ufficiale e tirato a lucido.
Storie in cui noi ci riconosciamo, noi visceralmente legati all’altro e bisognosi della sua scomparsa, inevitabilmente impegnati in una strategia di resistenza, spietati, esilaranti, fragili sanguinari goffi e impacciati come tutti gli esseri chiusi in una gabbia senza uscita.
Un quadro lancinante e verissimo della modernità che tenta di sopravvivere a se stessa.
 
Luc Lang
LUC LANG, nato a Suresnes (piccolo centro della cintura urbana parigina, sulla riva sinistra della Senna) nel 1956, da famiglia di estrazione operaia, è sicuramente uno tra i più premiati giovani scrittori francesi, e probabilmente il “più americano”. Autore fino ad oggi di otto opere di narrativa, ha visto riconosciuto il suo talento con il conferimento di premi come il Goncourt des Lycéens (per “Mille six cents ventres”, Fayard, 1998), l’Ozoir’elles (per “Cruels, 13”, Stock, 2008), il Prix Freustié (per “Voyage sur la ligne d’horizon”, Gallimard, 1988, suo libro d’esordio), il Prix du Livre de Picardie (per “Liverpool marée haute”, Gallimard, 1991). Oltre ai titoli citati, ha pubblicato “Furies” (Gallimard, 1995), “Les indiens” (Stock, 2001), “La fin des paysages” (Stock, 2006), e l’impressionante cronaca di un evento storico da lui vissuto in prima persona, “11 septembre mon amour” (Stock, 2003).
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