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CATALOGO > le impurità; del bianco > Mare di vetro
 
Mare di vetro
Alessandro Angeli
prezzo online
12.00 €
 
collana:
pagine:
anno:
formato:
ISBN:
le impurità; del bianco
112
2012
12x19,5
978-88-95166-27-8
 
Sinossi
Tra la Corsica e la Sardegna, tra la Toscana e la Costa Azzurra, si stende un mare di vetro, e di avventure. Una di queste ce la racconta ora Alessandro Angeli, e ci porta – attraverso carceri e pinete, traversate, traghetti, taverne e case di studentesse – sulle tracce del suo eroe. Tiu, eroe perduto e perdente, nato per l’anonimato e poi membro dell’Anonima, ribelle per indole e per sorte. Scappa Tiu, fugge da quello che non può lasciare, dal marchio che gli è stato impresso alla nascita, nel tentativo impossibile di strapparsi il destino dal volto.
Gli eroi di Alessandro Angeli non sono cozones che “disperdono le energie e diventano violenti per noia”, sono violenti come noi tutti, e la violenza la praticano come tutti noi quando stiamo male: sono i figli dei pastori, dei contadini, che nascono con un destino impresso “sui volti, nelle pieghe delle mani”, e con la determinazione di rivoltarglisi contro.

È un racconto popolato di vagabondi, attoniti come in Badlands e determinati che neanche le Iene… mentre tu sei sedotto dalle sue donne, sensuali di lame, che non vogliono che le si baci sugli occhi, “come i morti”. Alessandro Angeli, quando è in forma, scrive di vite avventurose e perse, romantiche e irregolari, illuminate e criminali. E scrive di cose che non sa, come fanno tutti gli scrittori veri. Dalla Magliana a Brooklyn, da Spinaceto a Fall River, da Ballarò alla Luna, lui – se è in forma – ti porta a spasso con le sue storie, sfodera la sua prosa 24 carati, e ti ci scioglie come fosse acido. In questo racconto in forma lo è, se ci è lecito dirlo, come spesso e come non mai.

 
Alessandro Angeli
Alessandro Angeli, nato a Roma nel 1972, vive a Grosseto. Ha scritto della violenza e del degrado della Capitale nei feroci ’70, della vita agra degli afroamericani ai tempi della Grande Depressione e della massima auge del Ku Klux Klan, della condizione tragica e rimossa dei lavoranti stranieri nell’estremo mezzogiorno d’Italia, del brigantaggio socialisteggiante nella Maremma dell’Ottocento, e lo ha sempre fatto con sensibilità e formidabile rigore. Di tutto questo resta testimonianza in: Maginot (Controluce 2008), La lingua dei fossi (Besa 2010), I ragni in testa (Besa 2011), Songster, cosmografia di un vagabondo (Controluce 2012).

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