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Un posto chiamato Plutone
Greg O'Brien
prezzo online
18.00 €
 
collana:
pagine:
anno:
formato:
ISBN:
traduzione:
quarup
464
2018
14x21
978.88.95166.42.1
Alessandro Agus, Valerio Murri
 
Sinossi

Un posto chiamato Plutone è il coraggioso e toccante memoir di Greg O’Brien: un resoconto in prima persona del proprio declino, fisico e mentale, causato dall’Alzheimer, a cui un uomo ironico e brillante assiste con forza e incredulità.  Greg vuole continuare a essere ciò che è, un giornalista investigativo, e così inizia – con il metodo consueto – a indagare e a spiare la mente dell’Alzheimer, che poi, guarda caso ora è anche la sua.
“Vulnerabile, ma ancora in piedi” allora continua. A correre, studiare e scrivere, “per sentirsi di nuovo tutto intero”, in attesa di essere sparato come con una fionda nel buio più assoluto, sul pianeta Plutone – un luogo sperso nello spazio profondo, un posto migliore, e più calmo.
Greg O’Brien si ostina, in quell’attesa, a vivere con l’Alzheimer, e ce lo racconta in questo manuale di sopravvivenza: liste infinite di promemoria nel tentativo di ricordare, dentifrici e saponi etichettati per non sbagliare, discorsi imparati a memoria come un copione e continue corse notturne nel tentativo di arginare quella maledetta confusione che si risveglia sempre al calar del sole.  
Non c’è rassegnazione, nemmeno un po’, né autocommiserazione, ma saggia accettazione di ciò che è, ci piaccia o meno. Ma alla fine, per dirla con Ernest Hemingway, “non c’è nessuno che il mondo non spezzi, però molti poi si rafforzano nel punto in cui sono stati spezzati”.

 

Greg O'Brien

Greg O’Brien è stato per più di trentacinque anni giornalista investigativo, scrivendo per testate prestigiose come il «Washington Post», il «Chicago Tribune», la «Associated Press», l’«Arizona Republic», il «Boston Herald», il «Boston Magazine» e moltissime altre. 
La sua vastissima esperienza in campo editoriale gli ha permesso di affrontare, con lo stesso piglio e metodo, il racconto della sua malattia, l’Alzheimer, che gli è stata diagnosticata nel 2009, e che è il nucleo di questo libro tanto autobiografico quanto “oggettivamente” disincantato. Attualmente è presidente dello Stony Brook Group, agenzia di comunicazione e strategie politiche, e vive a Cape Cod con la famiglia.
Dalla sua storia il “leggendario” regista Steve James ha tratto il cortometraggio dal titolo A place called Pluto, proiettato e acclamato in numerosi festival cinematografici negli Stati Uniti, tra i quali il Tribeca Film Festivaldi New York.

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